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Francesco Tullio Altan è uno dei geni dell'illustazione italiana: caustico espietato con Cipputi, dolce e delicato con la Pimpa, da anni fa sognare e ragionare gli italiani di tutte le età.

Parliamo dei fumetti: qualcuno li ha definiti feuilleton, "romanzoni" come si diceva all'inizio del XX secolo. Ti riconosci in questa definizione?

Accetto volentieri questa definizione, soprattutto per 'Ada', il cui tipo di scrittura mi piace.
Ada infatti è uscita così: su una rivista, ogni mese un capitolo, con un piano di massima, ma con molte sorprese lungo la strada.


Cipputi è il tuo personaggio più popolare; come è nato e perché ti diverti tanto a farlo?

Cipputi è nato per caso, era una vignetta come tante altre ed è venuto fuori questo personaggio, che tra l'altro all'inizio non aveva esattamente questo nome. Qualcuno lo ha notato ed è diventato come una specie di indicazione del senso che deve avere un certo tipo di battuta: la stessa battuta che può essere interpretata in tanti modi, a seconda di chi la dice e perché la dice…

È anche un mondo un po' disperato, a volte un po' cialtronesco, quello che dipingi . Per esempio Colombo, è tutt'altro che grande navigatore che conosciamo…

Il mondo non mi sembra che sia molto diverso da quello lì.
Cinquecento anni fa non doveva essere molto meglio.

Come è nata la Pimpa?

Anche lei è nata per caso, quando mia figlia aveva due anni e mezzo.
Io ho semplicemente incominciato a fare dei disegni per lei e insieme a lei.
Infatti la Pimpa richiama molto il modo di disegnare bambini dei piccoli.
La Pimpa dà una veste ufficiale e pulita ad una maniera di esprimersi attraverso i disegni, che era quello di mia figlia.