Giugno 2001: Enzo D'Alò, il regista de La Freccia Azzurra e de La gabbianella e il gatto, ci racconta il suo film in uscita il prossimo dicembre: Momo, tratto dal libro di Michael Ende.
Nella clip, potere gustarvi un'anteprima delle scene del film.

Enzo D'Alò, ci sono voluti tre anni per realizzare Momo, di che storia si tratta?
La storia, tratta da un racconto di Michael Ende, lo stesso autore de La storia infinita, è molto profonda. Racconta le avventure di Momo, una bambina che compare in un paese (metaforicamente il Mondo), nel momento in cui questo viene aggredito da una setta di signori grigi, creature leggermente sataniche che cercano di convincere gli uomini a risparmiare, presso le loro banche, il tempo. La promessa è che poi lo potranno utilizzare in vecchiaia, come una specie di pensione del tempo. In realtà i signori grigi lo fumano per vivere. Momo, con l'aiuto di alcuni amici magici, conosciuti durante la storia, aiuterà i ragazzi del paese a recuperare il loro tempo e a sconfiggere i signori grigi.

Mi pare una metafora molto attuale.
Ancora una volta ho cercato di raccontare qualcosa che faccia riflettere il pubblico.

Della storia di Momo cosa ti piacerebbe che arrivasse ai ragazzi?
I valori dell'amicizia e della sincerità. La piccola Momo, in apparenza timida e fragile, ha la dote di far dire la verità alle persone, guardandole diritto negli occhi. Penso che guardarsi negli occhi con franchezza, oggi possa essere importante anche per i nostri bambini.

Ci sono voluti tre anni per fare questo film…
È servito tempo anche perché si è trattato di una coproduzione con la Germania. Inoltre abbiamo lavorato molto per riuscire a visualizzare il tempo, cosa non facile e ottenuta grazie alla bravura di Walter Cavazzuti e Michel Fuzellier.

Che faccia hai dato al tempo?
Il tempo è rappresentato da un signore che si chiama Mastro Ora, una specie di giardiniere che vive in un regno metafisico, dove passa il tempo ad amministrare il tempo dell'intera umanità. Lui spiega a Momo come sia importante conoscersi dentro per riuscire a battere il nemico.