Il mito di Ulisse. In "Odysseus" Guccini
riscopre il personaggio omerico, prendendo a prestito le più
importanti rivisitazioni che ne sono state fatte nella storia delle
Lettere ed anche qualche interpretazione più 'inesplorata'.
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Vogliamo parlare di questo Ulisse, che hai scritto denunciando il
fatto che hai ‘rubacchiato’ qua e là dei versi
a Dante, Omero e via dicendo?
Dunque, cominciamo dal più antico. Omero,
“concavi navi dalle vele nere”; poi c’è
Dante con “dei remi facemmo ali al folle volo”; c’è
Foscolo – “la petrosa isola”; c’è
Kavafis, il poeta greco, nel finale; c’è Jean-Claude
Izzo per alcune impressioni sulla vita marinara; infine c’è
un misterioso Alberto Prandi, che tu non conosci ma io conosco benissimo,
che è mio cugino e ha scritto diverse poesie proprio sui
personaggi dell’Odissea.
Mi è venuta questa idea, è tanto tempo che me la porto
dietro, Ulisse è certamente un personaggio affascinante,
ambiguo nel senso positivo di chi non si definisce mai. Pensa anche
alla figura dantesca di Ulisse. Questa era l’idea e mi diverte,
mi piace dire che Ulisse dice di se stesso “Io non sono un
marinaio, io sono un montanaro”, come me, sono un montanaro
anch’io. Poi dice “però gli dei e il fato mi
hanno spinto in mare. Se un montanaro guarda un monte che vede di
fronte, viene invogliato a salire su quell’altro monte. Così
un’isola circondata dal mare ti spinge a correre su quell’altra
isola”.
Ecco che inizia questa sua sete d’avventura, che non finisce
perché nel finale dice “uno avvolto nel buio perenne
– cioè Omero – mi ha cantato, e cantandomi ha
chiuso nei versi e nelle rime me stesso, che ancora vivo. Quindi
provo ancora la gioia, dopo tanto tempo, di entrare in porti sconosciuti”.
E quindi c’è proprio la gioia del marinaio che entra
in un posto che non ha mai visto e ha la gioia dell’andare,
del navigare. E’ questo un po’ il succo della canzone.
Sempre per rimanere in zona letteraria, c’è uno scrittore
che ha ispirato un’altra canzone, Vasquez Montalban, ti ha
ispirato la canzone dedicata a Che Guevara.
Più che ispirato, lui ha preso degli scritti
di Che Guevara, da lettere e scritti politici, e quando è
morto Che Guevara ha scritto questo poema al ‘Che’,
una lunga poesia adattata a questi scritti. Flaco (Biondini, n.d.r.)
ha scritto le musiche di questa canzone, mi è piaciuta moltissimo
e l’ho tradotta dallo spagnolo all’italiano.
E’ la seconda che dedichi a Che Guevara. Perché ti
attrae così tanto questa figura?
Mi attrae come ha attratto moltissimi giovani
questa figura, ma soprattutto a me è piaciuta moltissimo
questa canzone, le parole ma soprattutto la musica di Flaco. Allora
ho voluto farla in piccola parte mia, traducendola in italiano.
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