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"Buoni o cattivi" è un disco nel quale i toni
aggessivi e provocatori della hit che dà il titolo all'album
e di molte altre si fondono con il gusto per le ballate rock dal
sapore antico, che tanto hanno rappresentato nella carriera artistica
di Vasco.
Don Ciotti, mi dice cosa ne pensa di Vasco Rossi?
DON CIOTTI
Una persona di grande sensibilità, intelligenza e creatività.
Ci siamo incontrati così con le nostre due 'vite spericolate',
la mia che arriva dalla strada e dall'incontro con chi fa più
fatica, e poi la sua, che ha bisogno come me di andare a trovare
i giovani e dare loro speranza e dignità. Partendo dai dubbi,
dagli interrogativi, dalle nostre fragilità, ma anche da
quella ricchezza che c'è dentro di noi.
VASCO ROSSI
Diciamo che tra i buoni e cattivi sto dalla parte degli ultimi,
sto dalla parte dei più deboli, quelli che hanno avuto una
brutta giornata, quelli che sono sfortunati, quelli che sono disperati,
i vinti.
Vasco, nella canzone tu
dici che prima di essere buoni o cattivi bisogna guardare un'altra
cosa.
"Giusto o sbagliato". Ecco, giusto o
sbagliato io sostengo che non sia reato. I giudizi spesso sono pericolosi,
vanno anche sospesi a volte, quando si tratta di giudicare le persone.
Perché la vita è complicata e le persone a volte sono
fragili, a volte fanno errori, e non si possono chiudere all'interno
dei loro errori. Gli si deve dare una possibilità.
Nell'album è come se tu abbia fatto
un discorso contro ogni forma di ipocrisia, c'è questo sottofondo
dalla prima all'ultima canzone.
L'ipocrisia è una delle cose che odio di
più insieme all'arroganza e alla falsità, e vedo molta
falsità in giro.
Mi sembra un album molto goduto nel cantare
due ballate proprio alla Vasco Rossi.
L'album è molto lungo. Ci sono 12 canzoni,
un terzo in più del minimo sindacale che sarebbero 8. Sono
12 pezzi uno diverso dall'altro, quindi ci sono ballate, quelle
tipiche dei pezzi rock, e ci sono anche pezzi molto ironici
c'è molta ironia in questo album. E poi ci sono un sacco
di 'sensi' in questo album, più che di doppi sensi, di 'tanti
sensi'.

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